George and The Dragon di Riccardo Spalletta

INTRODUZIONE

Salve, sono Riccardo (su Instagram ricspal_3d) e faccio il 3D artist. Spesso le persone hanno bisogno di una spiegazione più approfondita, perché se parli di 3D, pensano agli occhiali per la visione del 3D e se aggiungi artist ti immaginano a dipingere ritratti sulle strade di qualche città o paese. Davanti alla loro perplessità spieghi che la risposta, in effetti, è un po’ nel mezzo.


In questa circostanza, per fortuna, potremo saltare la fase del “cosa fa un 3D artist” e con l’occasione datami da 3D CORNER, che ringrazio, possiamo procedere oltre. Tra gli NDA e le cessioni dei diritti d’autore non è sempre così semplice parlare dei passati o attuali lavori, anche perché spesso -e purtroppo- il proprio nome non compare. Posso dirvi che i progetti che mi hanno lasciato più soddisfatto sono tutti quei lavori che sono “arrivati” mediaticamente a più persone. Uno su tutti è sicuramente Stanotte a San Pietro per RAI1 in cui, all’interno di un team, ci simo occupati di tutta la parte grafica e di VFX. O ancora, sempre per la RAI, lo spot per la ricorrenza nel 2022 della strage di Capaci. C’è altro di cui vorrei parlarvi ma al momento non mi è consentito, spero che lo vedremo presto nei cinema.

Non mi sono mai applicato molto nello studio e anche la scelta universitaria è stata indirizzata verso qualcosa che, in parte già conoscevo e quindi non mi avrebbe richiesto troppa dedizione nello studio; ed in parte che mi appassionasse a tal punto da motivarmi per tutto il corso dei miei studi. Sto parlando del cinema. Quando frequentavo la facoltà di Lettere e Filosofia di Tor Vergata, a Roma, non sapevo nemmeno cosa fossero le uv, il retopology o le textures. Semplicemente una volta laureato, ho unito i punti di tutto ciò che fino a quel momento mi aveva appassionato: disegno, scultura, cinema, musica, videogames ed ho pensato che il 3D fosse il modo per fare un po di tutto senza precludermi nulla.
Gli obiettivi di un artista, secondo me, dovrebbero sempre essere mossi dalla necissità di comunicare e di esprimersi. Quelli di un professionista invece sono mossi più comunemente dai soldi. Spesso le due cose non coincidono: ci si trova a fare lavori pagati bene ma che di artistico non hanno nulla; invece trovo molto più appaganti artisticamente proprio i lavori personali, quelli in cui mettiamo del nostro, che creiamo secondo la nostra volontà e il nostro gusto, che però aimè nessuno paga. Ma almeno se ne parla ed è per questo che siamo qui.

SAN GIORGIO E IL DRAGO

L’idea mi è nata perchè l’anno prima avevo appena concluso un grande tatuaggio sulla schiena, raffigurante proprio San Giorgio e il drago. Prima di iniziare a farmi tatuare, avevo speso parecchio tempo a disegnare ed impostare il tatuaggio, insieme al mio tatuatore ovviamente, cercando di capire come gestire al meglio gli spazi e le forme. Entrambi siamo stati molto soddisfatti del risultato finale.
La cosa che mi divertiva e che mi ha spinto poi effettivamente a realizzare quel soggetto in quel modo, con quel concept, era il modo in cui, in una still, quei tre personaggi potessero interagire e comunicare tra loro, quale potesse essere la loro storia o il loro stato emotivo. Il cavaliere ad esempio è ignaro, si muove alla cieca verso sogni di gloria per aver sconfitto il drago, che a sua volta ha l ‘aria di non aver fatto del male a nessuno e al quale viene dolorosamente schiacciata la coda dal goffo cavallo, che impaurito, perchè coscentemente alle prese con un drago, suo malgrado deve assecondare il cavaliere. E così si chiude il cerchio.

Ho iniziato tutto su Maya, inizio sempre da lì. Mi sono concentrato sul modellare singolarmente ogni personaggio. In fase di dettagli, in fine, sono passato su Zbrush.

Come detto, per la modellazione mi sono splittato tra Maya e Zbrush e l’ncognita principale è stata come rendere la scena interessante per ogni personaggio in un unica still, senza forzare troppo le pose. Ragionare anche sulla camera, la lunghezza focale ecc. Ogni personaggio doveva avere la stessa importanza e doveva essere valorizzato il piu possibile in una certa posa nella stessa inquadratura. Una volta raggiunto un buon risultato per ciò che riguardava posa camera e modelli sono passato su Substance painter per le textures e anche per il render con Iray.

Il set up delle luci è una semplice dome light interna a Iray render di Substance. Spostando la direnzione della luce ho renderizzato altre immagini così da ottenere le diverse rim light, altre zone di luci ed ombre per poi compositare tutto su Photoshop. Bisogna essere creativi anche nell’ottimizzazione del tempo e dei mezzi a disposizione.

CONSIDERAZIONI FINALI

La parte più complessa è stata la messa in posa dei personaggi. Non avevo tanto tempo da perdere su un rig appropriato cosi ho riggato parzialmente alcune parti o semplicemente ruotato parti di mesh per poi rimodellare e fare piccoli tweak alla mesh su zbrush. Come dicevo volevo rendere interessante la posa ma far quadrare alcune piccole cose. Ad esempio ho cercato di far coincidere l’incrocio tra la lancia del cavaliere e la lingua del drago, o ancora volevo si vedesse lo zoccolo del cavallo schiacciare la coda del drago. O evitare che si sovrapponessero le zampe del cavallo alla testa del drago per rendere l’immagine più leggibile.
Quando ti approcci a un lavoro personale sai già quale potrebbero essere le difficoltà o le criticità, ci si muove sempre in una certa comfort zone. Diverso quando hai di fronte un cliente: le difficiltà e gli imprevisti sono decisamente di più. A volte penso che se facessi un altro lavoro, magari uno più facile da spiegare alle persone, non rinuncerei mai a fare i miei lavori e il 3D resterebbe comunque una delle mie più grandi passioni.

Tommaso 27/10/2022