L’angolo dei consigli: Prometeus

Il tempo passa inesorabile, impossibile da fermare, ed a ricordarci degli anni che volano non sono altro che gli anniversari, date che segnano eventi più o meno indimenticabili. E fra questi, seppur non di importanza storica, vi è sicuramente l’uscita del film Prometheus, che il prossimo otto giugno andrà a spegnere ben dieci candeline. Si, esatto, sono già passati dieci anni dall’uscita del film prequel della saga di Alien. Ma oggi come ieri il nostro consiglio è sempre lo stesso: se ancora non lo avete visto, guardatelo.

Candidato agli oscar 2013 nella categoria migliori effetti speciali, Prometheus si apre nell’anno 2089: sull’isola di Skye in Scozia, la coppia di archeologi Elisabeth Shaw e Charlie Holloway stanno decifrando degli antichi graffiti che mostrano una mappa stellare, arrivando poi alla conclusione che questa non sia altro che un invito fatto dai precursori della vita sulla terra, rinominati “Ingegneri” dai due. Peter Weyland, presidente di quella stessa Weyland Corporation sempre presente nella saga di Alien, deciderà in seguito di finanziare una spedizione alla ricerca di queste creature, usando il suo immenso potere economico per creare Prometheus, nave scientifica all’avanguardia capace di sostenere lunghissimi viaggi interstellari.

La storia del film parte da qui ed onestamente parlando non ci sentiamo in vena di andare oltre, poichè sarebbe abbastanza stupido spoilerarvi anche il minimo dettaglio. E se la trama è appunto convincente, lo stesso si può dire anche del design di creature ed ambienti: entrambi sono perfettamente legati alla trama, non c’è niente di fine a se stesso col solo scopo di impressionare e, almeno secondo il nostro modesto giudizio, le atmosfere, soprattutto quel “vedo non vedo” presente dall’atterraggio sul pianeta in poi, ricordano molto quelle del primo Alien del 1979, grazie ad una sorta di lore che tiene incollati di fronte allo schermo dall’inizio alla fine.

Ad essere inoltre sbalorditive sono anche le performance degli attori, Noomi Rapace su tutti: l’attrice svedese è infatti assoluta protagonista, col regista Ridley Scott che ancora una volta decide di strutturare la trama intorno ad un’eroina non coraggiosa di partenza, ma costretta a diventarlo per necessità. Benissimo anche Michael Fassbender nei panni dell’androide David, modellato ad immagine e somiglianza di un giovane Peter Weyland. Impressiona perfino la colonna sonora firmata da Harry Gregson-Williams, celebre già in passato per aver curato le musiche del franchise Metal Gear; i toni cupi ed il forte utilizzo di bassi contribuiscono a rafforzare ulteriormente le atmosfere di Prometheus. Vorremmo anche tanto parlare della CG, ma, dato che finiremo per incappare in spoiler, possiamo solamente dirvi una cosa: la computer grafica di questo film è davvero una bomba. In conclusione possiamo assicurarvi che Prometheus è davvero un ottimo prodotto con una storia capace di sorprendere dall’inizio alla fine.

Unica pecca? Il suo sequel: Alien: Covenant riesce infatti a distruggere tutto quanto di buono costruito dal suo predecessore, preferendo dar vita ad un trama più cafona che cade nel più becero dei fan service. Insomma ignorate il seguito. Per favore.

Stefano 28/05/2022