L’angolo dei consigli: Thor: Love and Thunder

Come ormai di consuetudine anche questo fine settimana ritorniamo a darvi consigli, a dirvi ciò che secondo il nostro personale gusto merita di essere giocato o visto. E per questo weekend la nostra scelta ricade su un film uscito di recente sulla famosa piattaforma di streaming Disney+: Thor: Love and Thunder, ultima fatica firmata Taika Waititi appartenente alla fase 4 del franchise Marvel; parliamoci subito chiaro però, il nuovo Thor è si un pellicola simpatica, una di quelle da gustare magari con pizza o hamburger, ma rimane comunque inferiore al suo predecessore Ragnarok. Tranquilli, adesso vi spieghiamo il perché.

Il film si apre su un pianeta alieno, il futuro antagonista Gorr – interpretato da un magistrale Christian Bale -, ha appena perso sua figlia e nonostante le sue suppliche di aiuto alla divinità Rapu, questi si dimostra indifferente nei suoi confronti, arrivando poi perfino a deriderlo. Preso dalla collera, Gorr entra in possesso della Necrospada ai suoi piedi (qualcuno aveva precedentemente varcato il reame del dio armato della spada), arma leggendaria capace di abbattere qualsiasi forma di vita, mortale e non; nemmeno a dirlo, Bale compie la sua vendetta. Ha così inizio la personale crociata di Gorr: estirpare l’esistenza divina dall’universo.

Senza sbilanciarci oltre a livello di trama, la premessa del film è quindi questa, quella di un uomo a pezzi che cerca giustizia contro gli dei. Insomma, interessante no? A non averci fatto però impazzire è il voler far ridere a tutti i costi e la mole esagerata di battute che, dove in Ragnarok erano tutte diverse, originali e funzionali alla trama, qui danno più l’impressione di essere fini a sé stesse, di allungare il brodo insomma; esempio fra tutti, lo sketch del “triangolo amoroso” tra Thor, Mjolnir e Stormbreaker – per chi non lo sapesse le ultime due sono le armi del dio norreno -, simpatico la prima volta, ma ridondante poi le altre tre. Anche alcuni altri jokes, per dirla all’americana, non ci hanno fatto proprio impazzire: l’idea della New Asgard trasformata in località turistica è brillante, ma quella di aprire una gelateria chiamata Infinity Scones con tanto di guanto e gemme come insegna penzolante, boh, ci è sembrata onestamente un pò troppo fan service becero (soprattutto dopo aver visto i terribili effetti del Blip in Endgame e Wandavision). Ed è un peccato, perchè se il film si fosse concentrato maggiormente sul pacing della narrativa e meno sul voler essere a tutti i costi un’ennesima copia de “I Guardiani della Galassia” – seppur poco, compaiono tra l’altro anche loro -, avremmo avuto una pellicola ben diversa, probabilmente perfino superiore all’ottimo Regnarok. Detto questo, Love and Thunder ha comunque tante cose positive: la recitazione, Bale in primis seguito subito dopo da un carismatico Russell Crowe, le scenografie e la CG sono tutte di incredibile fattura; Omnipotence City, casa e rifugio aperto a tutti gli dei, è meravigliosa, sbalorditiva da un punto di vista visivo ed onestamente parlando ci sarebbe piaciuto saperne di più al riguardo. Anche qui però Waititi ha optato per un’altra strada, preferendo mostrarci Thor nudo o buttandola su orge divine/galattiche (gag tra l’altro già utilizzata dal personaggio di Goldblum in Ragnarok). Un peccato, un gran peccato insomma. Pazienza, Black Panther: Wakanda Forever e Ant-Man and the Wasp: Quantumania sono almeno dietro l’angolo.

Stefano 17/09/2022