L’angolo dei consigli: Zelda: Tears of the Kingdom

Ci sono voluti sei lunghi anni ma alla fine eccolo qui, The Legend of Zelda: Tears of the Kingdom è finalmente realtà, giocabile da chiunque sia in possesso di una Nintendo Switch. Va da sé quindi che il consiglio della settimana è proprio questo titolo, l’ultima fatica made in Nintendo per l’appunto.

TANTI CAMBIAMENTI MA SEMPRE ZELDA

Ma in cosa cambia rispetto al suo predecessore? Quali sono le novità che lo elevano a campione di game design osannato dalla critica di tutto il mondo? Un passo alla volta però. TotK – questo l’acronimo che useremo per abbreviare il lunghissimo titolo del nuovo Zelda -, presenta di nuovo la stessa identica mappa di Breath of the Wild ma con un po’ di “pepe” in più per usare un eufemismo: oltre alla classica Hyrule ci saranno due nuovi livelli, il cielo e i sotterranei. Il primo, con cui si ha un impatto a dir poco suggestivo fin dai primi minuti, sarà in seguito raggiungibile risolvendo alcuni enigmi sulla terraferma o dalle torri sblocca mappa che, oltre all’appena citata funzione, adesso spareranno pure Link direttamente fra le nuvole; da lì, grazie a paravela e planate, spetterà poi a noi raggiungere i vari isolotti nel cielo.

Discorso differente per il sottosuolo, totalmente buio e interamente da mappare. Ed è qui che entra in gioco uno dei primi nuovi poteri introdotti da Tears: il Compositor, ovvero la possibilità di fondere pezzi di equipaggiamento, da scudi a frecce e spade, con qualsiasi oggetto a nostra disposizione. Nell’oscurità più totale, la combo freccia/frutto luminoso è un salva vita, un’autentica stella polare che ci indica il cammino. Ma questa è solo la punta di un iceberg a dir poco mastodontico, le combinazioni sono davvero infinite.

NUOVI INTERESSANTI POTERI

Anche gli altri poteri però non sono da meno, primo fra tutti ovviamente l’Ultramano, forse il grandissimo protagonista della nuova epopea di Link. Il suo funzionamento è semplicissimo: permette di afferrare qualsiasi oggetto e di incollarlo ad un altro. Facile e per niente rivoluzionario apparentemente, ma le combo studiate dagli sviluppatori, soprattutto in virtù dei congegni Zonau sparsi per il mondo di gioco (si va da eliche, laser, ruote fino a sputafiamme) permette di dar vita a veicoli capaci di distruggere o dominare Hyrule stessa, di trasformarci in autentiche divinità. Ultimi due poteri, Ascensus e Reverto, il primo che permette di attraversare verso l’alto oggetti solidi e di sbucare poi dalla parte opposta, il secondo di invertire il moto di determinati oggetti, cambiando il loro senso di marcia o facendoli ritornare alla loro posizione originaria. Divertenti, ma non determinanti come gli altri due; nemmeno inutili sia chiaro, proprio per niente, ma gli altri permettono proprio di rompere il gioco.

CONSIDERAZIONI FINALI

Tornano poi anche i sacrari, protagonisti già dal primo Zelda ed ancora una volta pregni di indovinelli ben studiati e divertenti. Chi scrive questo pezzo è a “sole” venti ore di gioco, tutte di esplorazione e poco di storia; vi si può però assicurare che finora tutto funziona da dio, una macchina perfetta studiata in ogni suo singolo ingranaggio. Totk al momento parrebbe aver solo un difetto: per essere apprezzato appieno ed esplorato in ogni suo singolo dettaglio richiede tempo, davvero tanto tempo. Nota positiva extra quindi, Tears of the Kingdom fa pure respirare le vostre finanze. Insomma, semplicemente immancabile per chiunque abbia una Switch.

Stefano 20/05/2023