Maya Modeling Foundation e Exercises

Manuali per modellazione hard surface in Maya di Roberto Strippoli

Ciao Roberto, puoi introdurre te stesso e parlare del tuo background nel mondo della
computer grafica?

Sono un 3D Generalist e mi occupo di grafica digitale dal 2001. Prima lavoravo come
contabile, e tutto è nato sfogliando le pagine di una rivista italiana di settore: rimasi
affascinato dalla tecnica con cui venne creato il drago nel film Dragonheart, e fu amore. Inizialmente lo coltivai come hobby, ma poi per un insieme di situazioni trasversali mi dovetti reinventare: colsi la palla al balzo partecipando ad un corso, che mi fornì un primissimo accenno all’ampio mondo della computer grafica.
Dal 2001 iniziai a collaborare con diversi studi di produzione, non solo con Maya ma
anche adoperando altri applicativi (Lightwave e 3dsmax) per pipeline di lavoro basate
sull’interscambio dati: inizialmente in veste di operatore e successivamente fu come
supervisore. Nel 2005 volli mettere alla prova le mie capacità, realizzando da solo un cortometraggio di due minuti: coprii volutamente tutti i settori passando dalla modellazione al rendering fino al compositing e montaggio finale. A rivederlo oggi dopo 17 anni mi viene da sorridere, ma all’epoca fu una sfida per me molto importante, realizzata interamente in sei mesi: non c’erano gran parte degli applicativi o plugin odierni per imbastire delle pipeline di lavoro complesse basate sull’uso di più software, per cui dovetti affrontare moltissimi problemi. Dal 2005 ad oggi ho abbracciato appieno il percorso della formazione professionale in veste di docente, un settore in cui mi sento a mio agio, alternando al contempo esperienze in produzione, che mi portano ad essere sempre in continuo aggiornamento su tecnologie e tecniche d’impiego. Nel 2009 e 2015 pubblicai con la Imago Edizioni due manuali su Maya, ma a seguito di alcune divergenze, smisi di collaborare con loro: il progetto è stato ora ripreso ma sotto il marchio Cg-Enlightening.

Cosa ti ha spinto a scrivere questi manuali?

Tutto nasce nei corridoi delle scuole in cui ho insegnato, perché volevo offrire qualcosa che potesse affiancarsi ad un percorso formativo di alto profilo professionale.
Sono conscio del fatto che il mercato italiano richieda figure più generaliste rispetto ai
profili specializzati dell’estero, e che all’interno di un corso si fatica a mostrare ogni singolo comando, perché bisogna rispettare il programma didattico.
A fronte di ciò, quand’ero allievo ricordo che avevo una sete di conoscenza, una voglia di perfezionare le mie skills: ho letto moltissimo sotto questo punto di vista sia letteratura italiana che estera, ma in diversi casi sono rimasto deluso o con l’amaro. Sebbene gli argomenti venissero spiegati, era assente un filo conduttore capace di legarli assieme, oltre ad esercizi concreti che mi permettessero di alzare l’asticella per affinare le mie capacità. Non appena ho iniziato a scrivere, l’ho fatto col ricordo di esser stato allievo: quanto svolto durante la stesura ha messo quindi in primo piano la qualità e quantità dei contenuti, in cui nulla è mai dato per scontato, oltre che un nesso costante tra teoria e pratica. Su questi aspetti s’impernia l’intera stesura dei volumi.

Perché hai scelto il cartaceo?

Devo ammettere che questa scelta è stata ponderata a lungo. Inizialmente volevo renderlo digitale, e in tal senso per prevenire la pirateria ho acquisito informazioni sul sistema di protezione “ddr di Adobe”. Tuttavia cercando su youtube “ddr adobe protection”, tra i primi risultati di ricerca spunta come poterla rimuovere: l’ho testata con un pdf di prova, e purtroppo funziona.
L’idea era di offrire un supporto capace di affiancarsi ad un percorso formativo, sia esso in aula che per proprio conto a casa, per cui la scelta è stata abbastanza naturale.
Sotto quest’aspetto è stata usata una carta patinata opaca da 100 gr, con elevato punto di bianco e superficie satinata: è resistente all’invecchiamento, ed esalta la riproduzione di immagini di alta qualità e la nitidezza dei testi. La copertina opaca è da 350gr con plastificazione su un lato.

A chi ti sentiresti di consigliare questi manuali? Sono adatti sia per un neofita, studente che professionista?

Sono adatti a chiunque voglia avvicinarsi alla computer grafica, ma anche chi vuole
perfezionare le proprie abilità: quest’ultimo è stato tra i motivi che mi hanno spinto a
scindere l’intera opera in due tomi, ossia permettere ad un utente già navigato di orientarsi verso un libro a lui espressamente dedicato, con esercitazioni contestualizzate a livello di difficoltà crescente.

Come hai deciso di suddividere i due volumi ed i rispettivi capitoli?

Maya Volume 1 è stato scisso nei tomi “Foundation” ed “Exercises”.
Foundation si concentra fortemente sulle tematiche legate agli strumenti di modellazione, privilegiando l’utente neofita. in cui, partendo da zero, nulla è mai dato per scontato. Ha il compito di costruire delle solide fondamenta, proponendo una curva di apprendimento gradualmente in ascesa.
L’ordine con cui si succedono gli argomenti non è casuale. Ad esempio nel poligonale
s’inizia con l’Extrude ed i mini tutorial che l’accompagnano, riguardano solo questo
strumento: col procedere dei singoli tutorial che accompagnano i successivi comandi, gli strumenti analizzati nei precedenti paragrafi andranno ad integrarsi sempre più tra loro e mentre ciò avviene si valuteranno vantaggi e svantaggi di ciascuno di essi.
Exercises: si articola con tutta una serie di esercitazioni di apprendimento, che
guideranno l’utente attraverso un’analisi sempre più complessa. Partono da un livello
base|intermedio di analisi per quel che riguarda l’uso degli strumenti, alzando l’asticella a favore della tecnica. In esso ho distinto i “tutorial” dai “progetti”, per un totale di 35 esercitazioni. I primi focalizzano sul singolo argomento come ad esempio la modellazione di un dado filettato. I secondi trattano processi più articolati, che prevedono la mescolanza di più tecniche o aspetti: ad esempio l’uso ibrido della modellazione poligonale col nurbs, oppure la modellazione assieme al processo di unwrapping, od anche l’unwrapping associato al texturing in Substance Painter, etc.

Ogni “progetto” possiede inoltre una sua caratteristica intrinseca: ad esempio il buddy
quad di Clementoni punta alla modellazione modulare, ed è un argomento molto caro soprattutto in ambito ludico. Un altro esempio riguarda la Lasergun D.va di Overwatch, in cui la modellazione verte su un solo blueprint: qui si parte dal blocking, per poi interpretarela forma attraverso l’attenta analisi delle varie immagini reperite sulla rete.

Nel secondo tomo (Exercises) inoltre sono presenti due Appendici:
• L’Appendice A ospita i plug-in di modellazione poligonale ed una sezione di
approfondimento su Speed-Cut che di recente è stato inglobato nei bonus tools.
Qui è inoltre presente la sezione di aggiornamento a Maya 2022.1, 2022.2 e
2022.3.
• L’Appendice B ospita una galleria tratta da artisti autorevoli del settore.

Due volumi potrebbero sembrare dispersivi, come hai reso il tutto più semplice da leggere e studiare?

Durante la stesura ho considerato moltissimi aspetti legati alla leggibilità e fruizione degli argomenti: era importante mantenere la lettura snella, ed al contempo favorire l’attenzione sul focus degli argomenti. Cerco di schematizzarli, illustrando le specifiche tecniche che hanno riguardato l’intero processo di stesura:
Riferimenti immagini: per favorire la lettura e renderla meno dispersiva, i
riferimenti delle immagini e le stesse sono sempre contenute nelle due facciate che
si hanno di fronte (solo in un paio di casi non è stato possibile). Ho sempre trovato
fastidioso il dover sfogliare in avanti od indietro per trovare il riferimento
dell’immagine, e devo ammettere che questa caratteristica mi ha fatto impazzire e
non poco, a fronte soprattutto delle 3859 immagini: è stato tuttavia un criterio che
volutamente mi sono imposto, per agevolare l’attenzione verso quello che si
leggendo e studiando.
Dimensioni immagini: hanno una dimensione che resta coerente durante l’intera
stesura. Ad esempio le immagini che riguardano le varie porzioni dell’interfaccia
grafica (es. channel box, attribute editor, node editor etc..), preservano sempre la
stessa proporzione in termini di scala, per cui la loro leggibilità resta inalterata. Per
tutte le altre ho sempre cercato il giusto compromesso per evitare che fossero
abnormi o estremamente piccole: la leggibilità dell’immagine è per me un fattore
molto importante.
Note: per favorire la lettura incrociata coi capitoli precedenti, sono indicati sotto
forma di “nota” il Capitolo, la Sezione ma soprattutto la Pagina dell’argomento a cui
fare riferimento (es. “maggiori informazioni sono consultabili nella Sezione 4.3.16
del Capitolo 4 a pag. 330”).
Sezioni: ogni argomento possiede una sua sezione, che identifica in modo univoco
il Capitolo, l’argomento ed i suoi sotto argomenti. Per avere un’idea di questa
struttura, invito alla visione dell’intero indice dell’Opera accessibile a questo link
(https://www.cg-enlightening.it/wp-content/uploads/2021/10/INDICE_GENERALE.pdf).

Quale approccio consigli ai due volumi? Si possono usare assieme?

La stesura ha considerato sia l’utente neofita che quello già navigato nel 3D: rivolgendomi soprattutto al neofita, suggerisco di leggerli rispettando l’ordine con cui sono stati proposti gli argomenti, quindi da Foundation verso Exercises.
Il fatto che Exercises sia una raccolta di esercitazioni di varia natura e tematica, non
significa che in Foundation quest’aspetto sia del tutto assente, anzi: ogni comando è
corredato da un set di esercitazioni mirate, finalizzate a far acquisire la padronanza dei comandi. Ad ogni modo i Capitoli sono legati tra loro dalle varie “note”, che rimandano per approfondimenti a pagine|sezioni ben precise.

Quali argomenti vengono trattati al loro interno?

Maya Modeling Vol. 1 verte sulla tecnica poligonale e nurbs, prescindendo il software di per sé: alla base c’è la convinzione che lo strumento sia solo un mezzo, che per sua
natura o logica funzionale può essere convertito verso altri applicativi.
Riguardo al modello poligonale, il fulcro risiede nella corretta topologia: è un aspetto che viene trattato sin dall’inizio e che, passando attraverso l’attenta analisi degli strumenti, si accentua sempre più nel procedere della lettura. E’ strettamente connesso all’edge loop, cui è stata dedicata una sezione apposita di 42 pagine di casi studio, L’analisi su tutto il volume predilige solo l’hard surface ed edge loop, oltre al retopology connesso alla fotogrammetria. Riguardo al modello nurbs, il focus si sposta nel modo di osservare una superficie in modo parametrico, cercandola d’interpretarla attraverso l’uso delle curve. Si tratta di un metodo di modellazione che è standardizzato nei vari applicativi di tipo “cad” come ad esempio Rhinoceros.
L’analisi è quindi continua e batte su diversi fronti, perché è importante capire come
osservare un modello, a prescindere dalla tecnica d’impiego: l’obiettivo finale è l’imprimere un modus operandi flessibile ed orientato all’attenta osservazione.

Qual è il modus operandi che hai voluto imprimere ai libri?

Considero la modellazione come un processo in costante evoluzione: mi spiego meglio. Durante le fasi di modellazione quanto appena modellato, costituisce un solido riferimento per ciò che ci si appresta a modellare: il tutto termina con l’affinamento del modello. Nel procedere della modellazione si acquisisce una visione d’insieme che diventa sempre più chiara sulla corretta topologia, in cui la chiave di volta è rappresentata dall’attenta osservazione che mira a tenere alto il controllo sul modello in termini di edge loop e smooth. Avanzo un esempio tratto dal Capitolo 4 sul Vol. Foundation. A pag. 435 si modella una chiave a cricchetto: ogni parte per convenienza viene creata singolarmente, e si tratta di una scelta analizzata. Giunge il momento di unire il tutto, ed ognuna di esse per dettaglio possiede una sua tassellazione intrinseca che di fatto funziona. In quel preciso istante (e non prima) sorge la necessità di dover intervenire sulla topologia: si sapeva sin dall’inizio ovviamente, ma quel che non si poteva conoscere era con quale numero e disposizione di poligoni.

La domanda è dove, come e con quali strumenti correggere la topologia senza
compromettere il dettaglio e curvatura già presenti. La risposta è nella profonda
conoscenza di tutti gli strumenti, in cui si valutano vantaggi e svantaggi di ognuno: lo
strumento rappresenta quindi un mezzo per raggiungere un obiettivo, che nella fattispecie è rappresentato dalla corretta topologia e prescinde il software impiegato. Ribadisco nuovamente come per me sia importante spostare il focus sull’attenta osservazione.

C’è qualche altro supporto oltre al manuale cartaceo?

Allegato ai libri è disponibile il supporto Dvd, in cui sono presenti in totale oltre 800 scene di esempio: riguardano sia le scene impiegate per realizzare tutte le immagini nei volumi, che anche gli step intermedi durante lo svolgimento di una singola esercitazione. Basti pensare che per la modellazione del Lasergun D.Va di Overwatch sono disponibili in totale 99 scene di Maya, referenti le varie fasi della modellazione.
Nel complesso sono disponibili oltre 6 Gbyte di dati.

Quale versione di Maya bisogna avere per poter seguire i manuali?


Il manuale è stato aggiornato alla versione 2022.3, e col rilascio di Maya 2023 l’unica
aggiunta attinente la modellazione è rappresentata dal nuovo sistema di booleane.
Purtroppo per quella data i manuali erano già in fase avanzata di stampa, per cui non sono riuscito ad aggiornarli: per ovviare al problema, renderò a breve disponibile sul sito un tutorial a lei espressamente dedicato. Sarà curato con lo stesso modus operandi con cui sono stati scritti i volumi.

Pur sapendo che è soggettivo, a tuo avviso un neofita ed un professionista in quanto
possono completare l’intero studio dei volumi?

Bhè si, devo dire che è molto soggettiva la domanda (he he he): cercherò di rispondere in maniera più oggettiva. Maya Modeling Vol. 1 è strutturato per offrire una curva di apprendimento gradualmente in ascesa, riducendo al massimo potenziali picchi: il tutto deve avvenire a patto che si rispetti l’ordine con cui sono proposti gli argomenti. Mi riferisco soprattutto all’utente neofita, perché altrimenti andrebbe a minare la solidità delle fondamenta su cui poi si ergeranno argomentazioni di carattere più complesso ed ampio. Riguardo al tempo di lettura, bhè c’è davvero molto da leggere considerato che l’intera Opera consta di 1344 pagine.

Al termine del percorso, quale livello di conoscenza del software si avrà raggiunto?

Al termine si acquisirà una buona padronanza degli strumenti e tecnica di modellazione, con specializzazione verso l’hard surface ed unwrapping.

Puoi anticiparci qualcosa sui tuoi progetti futuri?

Al momento sono impegnato nella diffusione dei volumi, e mi auguro vengano accolti
positivamente dalla comunità: a breve riprenderò la stesura dei successivi volumi, il cui
roster non riguarderà solo Maya ma abbraccerà anche altri applicativi. A tempo debito
renderò ufficiale una roadmap…
Inoltre in futuro è prevista l’apertura ufficiale del canale su youtube, dove veicolerò altre tipologie di argomentazioni: colgo l’occasione quindi per invitare ad iscriversi alla
newsletter del sito per restare sempre aggiornati su iniziative e promozioni ! Siate numerosi !!

Nel sito potete trovare maggiori informazioni sui manuali: Cg-Enlightening

3D Corner 02/06/2022